
Quando si parla di salmone, il modo in cui viene presentato può cambiare completamente l’esperienza del piatto. È proprio da questa idea che nasce questo piccolo percorso dedicato a Gimar, azienda di Petrer, in provincia di Alicante, specializzata nella lavorazione del pesce e presente da decenni nel mondo della gastronomia.
Per queste tre ricette ho utilizzato due dei suoi formati dedicati al salmone: il SAKU e il taglio Poke.
Il SAKU si presenta come un trancio compatto e regolare, nato dall’incontro tra la tradizione gastronomica giapponese e quella spagnola. Gimar lo descrive come un formato pensato per preservare il gusto e la texture naturale del salmone, ottimizzandone anche l’utilizzo. È particolarmente interessante quando il pesce deve rimanere visivamente protagonista del piatto.
Il taglio Poke, invece, è già pronto in cubetti e viene realizzato esclusivamente con filetti di salmone selezionati. È confezionato in atmosfera modificata ed è pensato proprio per rendere più immediata la preparazione di una poke bowl.
C’è poi un aspetto del lavoro di Gimar che trovo particolarmente interessante: l’azienda dichiara di non lavorare con grandi scorte, ma di produrre sulla base degli ordini destinati alla distribuzione immediata, con l’obiettivo di preservare più a lungo le caratteristiche del prodotto. A questo si aggiungono controlli microbiologici e fisico-chimici durante le varie fasi della lavorazione e controlli organolettici finali attraverso degustazioni periodiche, valutando aspetti come sapore, colore, odore e consistenza.
Per queste ricette ho scelto quindi di non coprire il salmone con troppi ingredienti. L’idea è semplice: costruire il piatto intorno al prodotto e lasciare che sia il salmone a fare la differenza.
Bagel artigianale con salmone Gimar Poke
Il primo abbinamento è un bagel preparato interamente in casa. La parte interessante è proprio il contrasto tra la consistenza del pane, leggermente croccante all’esterno e morbida all’interno, e il salmone Gimar nel taglio Poke, già pronto da utilizzare.Ingredienti per 4 bagel
Per i bagel
– 483 g di farina Manitoba
– 270 ml di acqua
– 4,8 g di lievito di birra secco oppure 14,5 g di lievito di birra fresco
– 10 g di zucchero
– 10 g di sale
– 10 g di olio extravergine di oliva
Per la bollitura
– 2 litri di acqua
– 20 g di bicarbonato
Per la finitura
– 1 uovo medio, circa 50 g senza guscio
– 20 g di semi di sesamo
Per farcire 4 bagel
– 400 g di salmone Gimar taglio Poke
– 140 g di formaggio spalmabile
– 280 g di avocado pulito
– 120 g di cetriolo
– 20 g di erba cipollina
– 1 lime, circa 60 g
– 2 g di pepe nero
Preparazione
Per prima cosa prepariamo i bagel.
Versate i 270 ml di acqua in una ciotola e scioglietevi il lievito di birra. Aggiungete lo zucchero e mescolate.
Unite poco alla volta i 483 g di farina Manitoba, iniziando a impastare fino a quando l’impasto comincia a prendere consistenza.
Aggiungete quindi i 10 g di sale e, successivamente, i 10 g di olio extravergine di oliva.
Lavorate l’impasto per circa 8-10 minuti, fino a ottenere una massa liscia, omogenea ed elastica.
Coprite la ciotola e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa 90 minuti, o comunque fino a quando l’impasto sarà visibilmente aumentato di volume.
Dividete l’impasto in quattro parti uguali. Ogni pezzo peserà circa 198-200 g.
Formate delle palline, lasciatele riposare per circa 10 minuti, quindi create il foro centrale. Allargatelo bene perché tenderà a restringersi durante la cottura.
Lasciate riposare i bagel formati per altri 20 minuti.
Nel frattempo portate a ebollizione 2 litri di acqua e aggiungete 20 g di bicarbonato.
Immergete i bagel nell’acqua e lasciateli cuocere per circa 45 secondi per lato. Scolateli delicatamente e sistemateli su una teglia rivestita con carta forno.
Sbattete l’uovo e spennellate la superficie dei bagel. Aggiungete i 20 g di semi di sesamo.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 200 °C per circa 20-22 minuti, fino a ottenere una superficie dorata.
Lasciateli intiepidire prima di farcirli.
Per la farcitura, dividete ogni bagel a metà e spalmatelo con circa 35 g di formaggio spalmabile.
Aggiungete circa 70 g di avocado per ogni bagel, tagliato a fettine, e 30 g di cetriolo.
A questo punto arriva il protagonista: 100 g di salmone Gimar taglio Poke per ogni bagel.
Completate con circa 5 g di erba cipollina, una grattugiata di scorza di lime e una macinata di pepe nero.
Il risultato è un bagel ricco ma equilibrato, nel quale il salmone rimane chiaramente riconoscibile e non viene coperto da condimenti eccessivi.
Poke bowl estiva con salmone Gimar
Per la seconda preparazione utilizziamo ancora il taglio Poke Gimar, che in questo caso trova la sua applicazione più naturale.L’idea è quella di realizzare una bowl colorata ma senza trasformarla in un insieme infinito di ingredienti. Riso, avocado, edamame e cetriolo sono sufficienti per costruire una base fresca sulla quale lasciare protagonista il salmone.
Ingredienti per 2 poke bowl
Per il riso
– 180 g di riso per sushi
– 220 ml di acqua
– 30 ml di aceto di riso
– 12 g di zucchero
– 4 g di sale
Per la bowl
– 200 g di salmone Gimar taglio Poke
– 120 g di avocado pulito
– 100 g di edamame
– 80 g di cetriolo
– 10 g di semi di sesamo
Per la spicy mayo
– 45 g di maionese
– 12 g di Sriracha
– 5 ml di succo di lime
Preparazione
Sciacquate i 180 g di riso per sushi sotto acqua fredda, ripetendo l’operazione più volte, fino a quando l’acqua risulterà molto più limpida.
Trasferite il riso in una pentola con 220 ml di acqua, coprite con il coperchio e portate a cottura a fuoco basso per circa 15 minuti.
Spegnete il fuoco e lasciate riposare il riso coperto per altri 10 minuti, senza sollevare il coperchio.
Nel frattempo preparate il condimento.
Mescolate 30 ml di aceto di riso, 12 g di zucchero e 4 g di sale fino a quando zucchero e sale saranno completamente sciolti.
Versate il condimento sul riso ancora caldo e mescolate delicatamente, evitando di schiacciare i chicchi. Lasciate raffreddare.
Cuocete gli edamame per circa 5 minuti in acqua bollente, quindi scolateli.
Tagliate i 120 g di avocado a fettine e gli 80 g di cetriolo a cubetti regolari.
Per la salsa, mescolate semplicemente 45 g di maionese, 12 g di Sriracha e 5 ml di succo di lime.
A questo punto potete comporre le bowl.
Dividete il riso in due ciotole, utilizzando circa 200 g di riso cotto per porzione.
Aggiungete per ogni bowl:
– 100 g di salmone Gimar taglio Poke
– 60 g di avocado
– 50 g di edamame
– 40 g di cetriolo
– circa 30 g di spicy mayo
– 5 g di semi di sesamo
Disponete gli ingredienti separatamente invece di mescolarli subito: in questo modo ogni elemento rimane riconoscibile e la bowl risulta molto più elegante anche visivamente.
Il taglio Poke Gimar è particolarmente pratico proprio in questa preparazione: il salmone arriva già tagliato e può essere utilizzato direttamente nella composizione della bowl. Gimar presenta questo formato come una soluzione realizzata con filetti selezionati, già tagliati e confezionati per la preparazione del poke.
Tramezzino con salmone Gimar SAKU, avocado e crema al lime
Per la terza ricetta cambiamo completamente approccio.Qui utilizziamo il SAKU Gimar. A differenza del taglio Poke, il trancio arriva intero: in questa preparazione lo tagliamo a filetti sottili, così da creare una farcitura ordinata e valorizzare visivamente il salmone.
Il tramezzino è volutamente semplice. Il pane morbido, l’avocado cremoso e la freschezza del lime fanno da accompagnamento senza coprire il sapore del pesce.
Ingredienti per 2 tramezzini
– 4 fette di pane per tramezzini, circa 200 g totali
– 140 g di salmone Gimar SAKU
– 120 g di avocado pulito
– 80 g di formaggio spalmabile
– 10 ml di succo di lime
– 2 g di scorza di lime
– 5 g di erba cipollina
– 5 g di semi di sesamo
– 2 g di sale
– 1 g di pepe nero
Preparazione
Partite dal SAKU.Tagliate il trancio in filetti sottili e regolari, cercando di mantenere il più possibile la struttura naturale del salmone. Non serve lavorarlo ulteriormente: l’obiettivo è ottenere delle fette che possano essere disposte ordinatamente all’interno del tramezzino.
Per la crema di avocado, schiacciate i 120 g di avocado con 10 ml di succo di lime, 2 g di sale e 1 g di pepe nero.
Lavorate il composto fino a ottenere una crema ancora leggermente rustica, senza renderla completamente liscia.
In una seconda ciotola lavorate gli 80 g di formaggio spalmabile con i 2 g di scorza di lime e i 5 g di erba cipollina tritata finemente.
Prendete le quattro fette di pane e distribuite la crema di formaggio su due di esse.
Aggiungete quindi la crema di avocado.
A questo punto disponete i filetti di SAKU Gimar cercando di sovrapporli leggermente, così che al taglio il salmone sia ben visibile.
Completate con i 5 g di semi di sesamo.
Chiudete con le altre due fette di pane e pressate delicatamente.
Per un risultato più pulito, avvolgete i tramezzini per qualche minuto nella pellicola e lasciateli riposare in frigorifero per circa 10-15 minuti. In questo modo la farcitura si assesta e sarà più semplice ottenere un taglio netto.
Eliminate eventualmente i bordi del pane e tagliate ogni tramezzino diagonalmente.
Il risultato deve essere un tramezzino fresco, pulito e soprattutto riconoscibile: il SAKU rimane visibile e diventa parte centrale della presentazione.
SAKU e Poke: due formati, due modi di vivere il salmone
Queste tre preparazioni mostrano bene una delle caratteristiche più interessanti della proposta Gimar: lo stesso ingrediente può essere interpretato in maniera completamente diversa a seconda del formato scelto.
Il taglio Poke punta sulla praticità. È già tagliato e pronto per essere utilizzato, rendendo immediata la preparazione di una bowl o di una ricetta come il bagel.
Il SAKU, invece, lascia maggiore libertà nella presentazione. Il trancio può essere porzionato secondo la necessità della ricetta e permette di lavorare maggiormente sulla forma e sulla disposizione del salmone nel piatto. Gimar lo identifica proprio come un formato che preserva il gusto e la texture naturale del salmone e che nasce dall’incontro tra le tradizioni gastronomiche giapponese e spagnola.
È una differenza che si percepisce soprattutto quando gli ingredienti intorno al salmone sono pochi: meno si nasconde il prodotto, più diventa importante la materia prima.
Ed è proprio questo il filo conduttore delle tre ricette: non coprire il salmone, ma costruire il piatto intorno a lui.