Freselle con carpaccio di salmone Gimar: 3 ricette estive facili e gourmet

Ci sono prodotti che chiedono tempo, tecnica e preparazione. E poi ce ne sono altri che fanno esattamente il contrario: ti permettono di partire da una materia prima già lavorata con precisione e di concentrarti soltanto sulla parte più bella della cucina, quella in cui scegli gli abbinamenti e componi il piatto.
È proprio questo il concetto che ho voluto seguire con queste tre freselle estive a base di carpaccio di salmone Gimar.
Prima, però, vale la pena fare una distinzione. Il mondo Gimar non si limita al carpaccio. Il Saku di salmone, per esempio, è un formato pensato per sushi e sashimi: un trancio di salmone che conserva la sua struttura e che può essere tagliato al momento secondo la preparazione che si vuole realizzare. Gimar lo presenta come un prodotto nato dall’incontro tra la cultura gastronomica giapponese e quella spagnola, con l’obiettivo di preservare il gusto e la texture naturale del salmone.
Il Poke di salmone, invece, nasce già con una lavorazione diversa: il salmone viene accuratamente tagliato e confezionato in atmosfera modificata, arrivando pronto per essere utilizzato nella preparazione di una poke bowl.
E poi c’è il Carpaccio Gimar.
Qui il lavoro cambia completamente prospettiva. Le sottili fette sono già pronte per essere utilizzate e il prodotto è pensato proprio per offrire grande libertà nella composizione del piatto. Gimar lo definisce un prodotto versatile, capace di offrire al professionista un controllo tecnico elevato e numerose possibilità di presentazione e personalizzazione.
È anche questo uno degli aspetti che mi ha colpito di più dell’azienda: dietro a un prodotto apparentemente semplice c’è una ricerca molto precisa sull’efficienza della lavorazione, sul confezionamento e sulla riduzione degli sprechi. Nella propria comunicazione dedicata all’innovazione, Gimar parla esplicitamente di 0% WASTE, riferendosi a preparazioni che possono essere consumate interamente e che non generano scarti organici.
Il risultato è un prodotto che permette di fare una cosa molto semplice: aprire la confezione, scegliere gli ingredienti giusti e costruire una ricetta.
Ed è esattamente quello che ho fatto con queste tre freselle.
Fresella Mediterranea: carpaccio, pomodorini e olive con mandorla
La prima è probabilmente la più immediata delle tre, ma anche quella che racconta meglio l’estate italiana.
Una fresella croccante, il colore dei pomodorini gialli e rossi, la sapidità delle olive e il salmone che rimane protagonista. Pochi ingredienti, nessuna preparazione complicata e un risultato che porta immediatamente al mare.
Ingredienti per 1 fresella
– 1 fresella di grano, circa 50 g
– Carpaccio di salmone Gimar 80 g
– Pomodorini gialli 40 g
– Pomodorini rossi 40 g
– Olive verdi ripiene di mandorla 20 g
– Olio extravergine di oliva 8 g
– Basilico fresco 2 g
– Sale fino 1 g
Preparazione
Per prima cosa taglia i pomodorini gialli e rossi a metà. Raccoglili in una ciotola e condiscili con il sale e circa metà dell’olio extravergine di oliva.
Bagna leggermente la fresella con acqua. Non deve diventare molle: deve mantenere una parte della sua consistenza e soprattutto la capacità di sostenere il condimento.
Distribuisci i pomodorini sulla superficie della fresella, alternando il giallo e il rosso per creare un effetto più colorato.
Aggiungi le olive verdi con mandorla, lasciandole intere oppure tagliandole a metà se vuoi distribuirle meglio.
A questo punto arriva il protagonista: disponi gli 80 g di carpaccio Gimar sopra i pomodorini, senza schiacciarlo. Meglio creare qualche morbida piega piuttosto che stendere le fette completamente piatte: il risultato sarà più elegante anche visivamente.
Completa con il basilico fresco e il restante olio extravergine di oliva.
Fresella Costiera: carpaccio, stracciatella e capperi fritti
La seconda fresella cambia completamente carattere.
Qui non servono pomodorini o olive. Il gioco è tutto sul contrasto tra la morbidezza della stracciatella, la delicatezza del salmone e la croccantezza dei capperi fritti.
È una preparazione semplice, ma ha quella combinazione di consistenze che fa sembrare la fresella molto più elaborata di quanto sia realmente.
Ingredienti per 1 fresella
– 1 fresella di grano, circa 50 g
– Carpaccio di salmone Gimar 80 g
– Stracciatella 45 g
– Capperi dissalati 12 g
– Olio extravergine di oliva 5 g
– Limone non trattato, scorza 1 g
– Olio di semi di girasole per friggere 150 g
– Pepe nero 0,3 g
Preparazione
Per prima cosa dissalare i capperi, se si utilizzano capperi sotto sale, sciacquandoli accuratamente e lasciandoli eventualmente in ammollo in acqua fredda fino a quando avranno raggiunto il livello di sapidità desiderato. Asciugali molto bene con carta da cucina.
Porta l’olio di semi a circa 170-175 °C e friggi i capperi per pochi secondi, fino a quando saranno diventati croccanti e leggermente aperti. Scolali con una schiumarola e trasferiscili su carta assorbente.
Bagna leggermente la fresella con acqua e lasciala riposare per qualche istante.
Distribuisci sulla superficie i 45 g di stracciatella, creando uno strato sottile e uniforme.
Adagia quindi gli 80 g di carpaccio Gimar sopra la stracciatella, cercando di mantenere le fette morbide e leggermente sovrapposte.
Aggiungi i capperi fritti distribuendoli in modo irregolare: non devono coprire il salmone, ma creare piccoli punti di croccantezza.
Completa con la scorza di limone grattugiata finemente, una macinata leggerissima di pepe nero e i 5 g di olio extravergine di oliva.
Non aggiungerei altro. È proprio la semplicità a fare funzionare questa fresella.
Fresella Fichi & Mandorle: il lato più sorprendente
La terza è quella che, probabilmente, incuriosirà di più.
Il fico fresco porta dolcezza, morbidezza e profumo. La mandorla aggiunge la parte croccante. In mezzo, il carpaccio di salmone diventa il punto di equilibrio tra i due.
Niente pesto, niente stracciatella e nessun ingrediente aggiuntivo che possa confondere l’abbinamento.
Solo tre protagonisti.
Ingredienti per 1 fresella
– 1 fresella di grano, circa 50 g
– Carpaccio di salmone Gimar 80 g
– Fichi freschi 70 g
– Mandorle intere 15 g
– Olio extravergine di oliva 5 g
– Limone non trattato, scorza 1 g
– Sale fino 0,5 g
Preparazione
Inizia dalle mandorle. Tostale in una padella asciutta per alcuni minuti a fuoco medio-basso, muovendole spesso per evitare che prendano troppo colore. Lasciale raffreddare e poi spezzale grossolanamente con un coltello.
L’obiettivo non è ottenere una farina di mandorle, ma piccoli pezzi irregolari che possano dare croccantezza a ogni boccone.
Lava delicatamente i fichi e asciugali. Tagliali in spicchi sottili, mantenendo la buccia.
Bagna leggermente la fresella con acqua e lasciala riposare per qualche secondo.
Disponi gli 80 g di carpaccio Gimar sulla superficie, creando un volume leggero con le fette.
Aggiungi gli spicchi di fico alternandoli al carpaccio, senza sovrapporli completamente.
Distribuisci le 15 g di mandorle tostate e completa con la scorza di limone, il sale e i 5 g di olio extravergine di oliva.
Anche in questo caso non serve aggiungere altro.
Il fico deve rimanere riconoscibile, la mandorla deve dare croccantezza e il salmone deve essere il primo ingrediente che arriva al palato.
Tre freselle, un unico protagonista
Il bello di queste tre ricette è che partono tutte dalla stessa idea, ma arrivano a tre risultati completamente diversi.
La Fresella Mediterranea gioca sui sapori più familiari: pomodoro, olive e basilico.
La Fresella Costiera punta invece sul contrasto tra cremosità e croccantezza, con stracciatella e capperi fritti.
La Fresella Fichi & Mandorle è quella più insolita, ma anche quella che dimostra quanto possa essere interessante uscire per un momento dagli abbinamenti più prevedibili.
In tutte e tre, però, il principio rimane lo stesso: non bisogna complicare un prodotto che è già stato pensato per essere utilizzato con grande semplicità.
Il carpaccio Gimar arriva pronto per essere utilizzato e permette di concentrare il lavoro sulla composizione e sull’abbinamento. È una filosofia che si inserisce bene nella ricerca di Gimar sull’efficienza dei formati, sulla riduzione delle lavorazioni necessarie e sul concetto di utilizzo completo del prodotto.

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