Ho visitato la ‘Nduja San Donato: viaggio nel salumificio di Spilinga dove nasce l’autentica ‘nduja calabrese

Ho visitato la ‘Nduja San Donato: viaggio nel salumificio di Spilinga dove nasce l’autentica ‘nduja calabrese

Ogni volta che parto per raccontare una nuova eccellenza gastronomica italiana, cerco sempre di andare oltre il prodotto. Mi piace conoscere le persone che ci lavorano ogni giorno, vedere con i miei occhi come nasce una specialità e capire quanto il territorio influenzi il risultato finale.
Questa volta il mio viaggio mi ha portato a Spilinga, nel cuore del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia. Un piccolo borgo conosciuto in tutta Italia per essere la patria della celebre ‘nduja di Spilinga. È qui che ho avuto il piacere di visitare la ‘Nduja San Donato, un salumificio a conduzione familiare che da anni porta avanti una produzione fedele alla tradizione calabrese.
Ad accogliermi è stato Antonio, che mi ha accompagnato durante tutta la visita raccontandomi con semplicità ogni fase della lavorazione. Nessun discorso preparato, ma la passione di chi questo mestiere lo vive ogni giorno.
La prima cosa che mi ha colpito ancora prima di entrare nel laboratorio è stata la distesa di peperoncino di Calabria IGP coltivata a pochi passi dal salumificio. Vederlo maturare sotto il sole calabrese permette di capire immediatamente quanto il legame con il territorio sia autentico. Quel peperoncino, insieme alla carne di suino e al sale, rappresenta il cuore della ricetta della ‘Nduja San Donato.
Entrando nel laboratorio ho potuto seguire da vicino le diverse fasi della produzione. La carne suina viene selezionata, macinata e lavorata con il peperoncino e il sale fino a ottenere quell’impasto morbido e cremoso che rende la ‘nduja calabrese così riconoscibile. Una lavorazione che richiede esperienza e attenzione, perché bastano piccoli dettagli per cambiare il risultato finale.
Successivamente l’impasto viene insaccato nei budelli naturali, proprio come vuole la tradizione della ‘nduja di Spilinga. Osservare questa fase dal vivo permette di apprezzare ancora di più un lavoro che spesso diamo per scontato quando troviamo il prodotto già pronto sulla tavola.
Uno degli ambienti che aspettavo di vedere era sicuramente quello dedicato all’affumicatura naturale. Appena si apre la porta si viene accolti da un profumo intenso ma mai invadente. Qui la ‘Nduja San Donato viene affumicata lentamente, rispettando tempi che non possono essere accelerati. È una lavorazione fondamentale per sviluppare gli aromi che caratterizzano il prodotto finale.
Dopo l’affumicatura si passa alle camere di stagionatura. File ordinate di ‘nduja appese attendono pazientemente che il tempo faccia il suo lavoro. Camminando tra queste sale si percepisce quanto la pazienza sia ancora uno degli ingredienti principali della produzione. In un’epoca in cui tutto deve essere veloce, vedere una realtà che continua a rispettare i tempi della tradizione è qualcosa che lascia il segno.
Durante la visita ho scoperto anche le diverse pezzature prodotte dalla ‘Nduja San Donato. Oltre ai pratici vasetti, disponibili in varie grammature, vengono realizzate le classiche ‘nduje nel budello naturale (il crespo) e la tradizionale Orba, molto apprezzata dagli appassionati. Non mancano poi le grandi pezzature destinate a fiere, manifestazioni ed eventi, alcune delle quali arrivano addirittura a superare i cento chilogrammi.
Negli ultimi mesi il peperoncino di Calabria  ha ottenuto il riconoscimento IGP, un risultato importante per tutto il territorio e per le aziende che ogni giorno lavorano nel rispetto della tradizione. Visitando il salumificio e ascoltando Antonio si comprende ancora meglio quanto questo riconoscimento rappresenti il valore di un patrimonio gastronomico costruito negli anni grazie al lavoro di tante famiglie.
Quello che mi porto a casa da questa esperienza non è soltanto la bontà del prodotto, ma soprattutto il valore delle persone incontrate. Dietro ogni ‘Nduja San Donato ci sono mani esperte, passione, pazienza e un profondo rispetto per una ricetta che continua a raccontare l’identità della Calabria.
È proprio questo il motivo per cui continuo a viaggiare con Piatti Tipici. Perché raccontare il cibo significa raccontare anche chi lo produce, visitare i laboratori, ascoltare le storie e vedere con i propri occhi tutto il lavoro che c’è dietro un’eccellenza italiana.
Se state trascorrendo qualche giorno sulla Costa degli Dei, vi consiglio di dedicare una visita alla ‘Nduja San Donato. Il salumificio si trova a Spilinga, nel cuore del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia, a circa venti minuti d’auto da Tropea. È una tappa facilmente raggiungibile che permette di scoprire da vicino come nasce una delle specialità più rappresentative della gastronomia calabrese. Dopo aver visto il laboratorio, le sale di affumicatura naturale e le camere di stagionatura, ogni assaggio della loro ‘nduja avrà un sapore ancora più autentico.

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